Stato attuale della riforma
1. Riforma in atto: passaggio per nuovi medici
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I nuovi medici di famiglia saranno assunti come dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), entrando nell’organico pubblico sin dall’inizio. I medici già in servizio potranno scegliere se restare liberi professionisti o passare volontariamente alla dipendenza.
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Il modello prevede 38 ore settimanali di lavoro, suddivise tra assistenza diretta agli assistiti e attività nelle Case della Comunità.
2. Doppio binario e rafforzamento del territorio
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Si prospetta un modello duale: medici dipendenti affiancati da liberi professionisti in convenzione, un’opzione che mira a rafforzare l’assistenza primaria.
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È prevista la presenza nelle Case della Comunità, strutture finanziate dal PNRR dove svolgere attività clinica e di prossimità.
3. Critiche e preoccupazioni
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FIMMG: definisce la riforma “pasticciata”, lamenta un potenziale allontanamento medico-paziente e un rischio di abbandono della professione tra i giovani.
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CIMO-FESMED: mette in guardia sul costo stimato della riforma (almeno 2,5 miliardi €) e sulle ripercussioni sull’ENPAM, l’ente previdenziale dei medici.
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Aspetti previdenziali e contributivi: la trasformazione comporterebbe il passaggio dei contributi all’INPS anziché all’ENPAM, mettendo a rischio la sostenibilità pensionistica.
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Vincoli giuridico-economici: secondo alcuni esperti, non ci sono al momento né basi legislative né finanziarie per attuare il passaggio alla dipendenza, soprattutto per i medici già in servizio.
4. Sindacati favorevoli e ordini: incentivi e formazione
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Il Movimento MMG per la Dirigenza, che sostiene la riforma, ritiene che la dipendenza non comprometterebbe la capillarità dell’assistenza né il rapporto fiduciario medico-paziente, purché si garantisca la libera scelta del medico da parte del paziente.
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FP CGIL Medici di Medicina Generale Lombardia: ritiene che l’assunzione dei medici all’interno del SSN, accompagnata da miglior formazione specialistica, rappresenti una scelta necessaria per colmare la carenza cronica di professionisti e rendere operative le Case della Comunità.
5. Avanzamento del processo
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La bozza di riforma è pronta e in attesa di approvazione dalla Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni, prima di essere sottoposta al ministro Orazio Schillaci.
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Il ministro intende mantenere le scadenze del PNRR: previsti 250 milioni € per il 2025 e 350 milioni € per il 2026 per potenziare il personale nelle Case della Comunità.