La campagna vaccinale contro l’influenza stagionale 2025-26 inizierà a ottobre, in un contesto che si preannuncia critico per la circolazione dei virus respiratori. Gli esperti stimano fino a 16 milioni di contagi in Italia, con un impatto previsto tra il 15 e il 25% della popolazione. Oltre all’influenza, sono attesi aumenti di casi di Covid, rinovirus e virus respiratorio sinciziale, con rischio di forte pressione sui servizi sanitari, soprattutto per le fasce fragili.

I medici di famiglia attendono a breve la disponibilità dei vaccini antinfluenzali e anti-Covid, che potranno essere somministrati anche insieme. I nuovi vaccini anti-Covid sono aggiornati alla variante LP.8.1 e raccomandati come richiamo annuale per over 60 e soggetti vulnerabili.

La vaccinazione resta lo strumento più efficace per ridurre il rischio di complicanze, ma persistono diffidenze: solo il 36,6% degli italiani intende vaccinarsi quest’anno, sebbene la quota salga al 57% tra gli over 65. Cresce però la consapevolezza sull’uso responsabile dei farmaci da banco, con un aumento del loro impiego (20% contro il 14,6% del 2020). Medici di base e farmacisti restano i principali punti di riferimento.

Resta invece elevato, specie tra giovani e uomini, l’uso improprio degli antibiotici, che favorisce l’antibiotico-resistenza. Infine, la disinformazione sanitaria è un problema concreto: 8 italiani su 10 ne percepiscono i rischi, ma meno del 30% sa individuare fonti attendibili.

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