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aprile: 2011
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Archivi del mese: aprile 2011

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ELETTORALE

A tutti gli iscritti alla FIMMG

Sezione Provinciale di Vibo Valentia

LORO SEDI

Vibo Valentia, li 30/04/2011

Oggetto: Elezione Consiglio Provinciale F.I.M.M.G.

 

L’elezione del Consiglio Provinciale degli iscritti alla FIMMG di Vibo Valentia è convocata:

giorno: 14 MAGGIO (Sabato) 2011 dalle ore 08.00 alle ore 12.00

presso la sede dell’ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Vibo Valentia sita in Viale Affaccio, 217 (Palazzo Agorà).

o.d.g.

1.     Elezione Segretario Provinciale

2.     Elezione Direttivo

Si precisa che per l’esercizio del diritto al voto è necessario esibire la busta paga.

Distinti Saluti.

IL Segretario Provinciale

Dott. Nazzareno Brissa

 

Certificazioni online – certificati medici rilasciati dai sostituti aei medici di medicina generale

Si ritiene opportuno segnalare che la FNOMCeO con nota del 25 marzo 2011 (All. n. 1) trasmessa al Dipartimento Digitalizzazione e Innovazione Tecnologica -Presidenza del Consiglio dei Ministri –, ha espresso la propria posizione in ordine alla valenza probatoria e alle problematiche inerenti ai certificati medici rilasciati dai sostituti dei medici di medicina generale.
A seguito di tale nota i Rappresentanti della FNOMCeO sono stati invitati a partecipare ad un incontro tenutosi presso il Dipartimento della Digitalizzazione il 12 aprile 2011, dove i rappresentanti dello stesso hanno mostrato particolare sensibilità in ordine alla posizione espressa da questa Federazione.
Sono stati discussi i temi inerenti alla modifica del form di certificazione, modifica che, come è noto, richiede un decreto interministeriale.
Prima della predisposizione del decreto il form verrà anche valutato in una riunione del gruppo tecnico, prevista nelle prossime settimane presso il Ministero della Salute. Al momento, comunque, si sono evidenziate le seguenti esigenze:
1)Mostrare il nome e cognome del medico certificatore solo sul documento che viene inviato all’INPS. Sull’attestato che viene inviato al datore di lavoro deve apparire solo un codice identificativo del medico o il codice fiscale.
2)Inserire un flag “SSN” o in alternativa “libera professione”, per identificare il medico nella funzione.
Si è ritenuto troppo complesso inserire una lunga e, comunque, sempre incompleta serie di alternative sulla diversa tipologia dei medici certificatori. E’ evidente che il tutto dovrà essere accompagnato da una circolare che dovrà identificare correttamente le funzioni dei medici, specificando, in particolare, che i sostituti dei MMG svolgono a tutti gli effetti la funzione di pubblico ufficiale, fatto che, comunque, viene dato per scontato. La circolare dovrebbe risolvere anche eventuali dubbi sulla funzione di medico pubblico dei medici delle case di cura private accreditate e definire gli ambiti in cui invece il medico dipendente (o convenzionato) opera come libero professionista.
3)Le dichiarazioni del lavoratore sulla data di inizio malattia, sul domicilio, sulla residenza ecc…
devono sempre essere specificate come segue: “il lavoratore dichiara che…”
4)Andrà aggiunta una spunta per
a)evento traumatico
b)attività lavorativa completata nel giorno del rilascio
5)Verrà distinta la data di invio dalla data di rilascio.
6) Saranno aggiunti due ulteriori campi note a testo libero sia nella diagnosi che nella prognosi, per eventuali precisazioni, richieste in particolare per normative attuali o future inerenti specifiche situazioni patologiche.
Si è inoltre discusso di altri aspetti di dettaglio.
Informeremo tempestivamente sugli ulteriori sviluppi.

leggi (All. n. 1)

Comunicato stampa sui sei medici indagati per truffa e falso ideologico

Carissimi Colleghi, per opportuna conoscenza, vi riporto il testo integrale del Comunicato Stampa che ho inviato in data odierna agli organi di stampa in merito alla vicenda dei sei Colleghi indagati per truffa e falso ideologico:

In merito alle notizie apparse sulla stampa sulle accuse di truffa e falso ideologico rivolte a sei medici di famiglia per avere asseritamente prescritto farmaci a pazienti già defunti, dopo l’audizione degli stessi indagati e dopo ampie verifiche, la FIMMG intende rendere nota la propria posizione e tutto il proprio disappunto. Ciò sia a tutela dei singoli iscritti che dell’intera categoria, vittima di facili suggestioni in negativo e di facili accostamenti a casi, siano essi di malasanità, di inefficienze, di sprechi o ruberie all’interno del sistema sanitario o della P.A. in genere, che nulla hanno a che vedere con i professionisti interessati e con la quotidiana attività dei medici di base.

Innanzitutto, è da escludere qualsiasi forma di malafede degli stessi medici di famiglia. L’intera vicenda, invece, è da ricondurre a semplice errore materiale di compilazione di numero 6 e solo 6 ricette (una e soltanto una per ogni medico e per svariati anni sottoposti ad indagine) per le quali nessun lucro, neppure in via indiretta, è ipotizzabile in capo ai professionisti colpiti dall’accusa.

In secondo luogo, è necessario fugare ogni dubbio circa l’appropriatezza prescrittiva e la professionalità degli indagati giacché non è possibile mettere in discussione in alcun modo la idoneità della terapia prescritta dai medici indagati se solo si considera quanto segue.

Riservando alla magistratura l’esame circa la sussistenza di dolo o di qualsiasi apporto volitivo da parte degli indagati nei reati contestati, è bene rimarcare alcuni fatti perfettamente indicativi dei contorni e della rilevanza della vicenda, invero grandemente e immeritatamente ingigantita.

Le contestazioni riguardano una sola prescrizione per professionista per un totale di 6 prescrizioni fino a un massimo di 7 €. A pezzo e per un totale complessivo di €. 22,20. Su una ricetta, addirittura, vi è un’errata indicazione della data, con tutta evidenza rettificata dalla data di spedizione della ricetta da parte del farmacista. In quest’ultima e corretta data il paziente destinatario della prescrizione medica era ancora in vita. Negli altri 5 casi (uno per medico nell’arco di più anni sottoposti a controllo) l’evento è legato a omonimia nell’anagrafica informatizzata oggi in uso e quindi, a semplice, per quanto sconveniente, distrazione nella digitazione computerizzata del nome del paziente. Vi è pure da rilevare, inoltre, che i medici di base si vedono costretti a non depennare dagli archivi informatici i propri pazienti deceduti sia per ragioni statistiche connesse anche a esigenze proprie del sistema sanitario nazionale, sia per eventuali necessità di riscontro documentale futuro.

In  questo contesto, quindi, rimane l’amarezza nel constatare la cultura generale di caccia al mostro che non c’è in cui si riportata l’intera vicenda. Tuttavia, allieta la certezza della stima di cui i medici di famiglia godono tra i propri pazienti, dei quali essi conoscono tutto e con i quali essi vivono il proprio tempo in una simbiosi fatta anche di sofferenze e di difficoltà non solo mediche, di vita vissuta nella sua interezza.

Il Segretario Provinciale

Dott. Nazzareno Brissa