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Archivi del mese: febbraio 2009

Corso Formazione in MG

 a cura del Dott. Giuseppe Borello

24.02.2009 not free

CONSIGLIO di STATO – (il corso di formazione in medicina generale non equivale ad una specializzazione)

§ – il diploma del corso di formazione specifica in medicina generale non consiste in una “specializzazione” perché conseguito all’esito di corsi organizzati ed attivati dalle regioni o dalle province autonome (non già di scuole di specializzazione delle facoltà universitarie di medicina e chirurgia), diretti alla “formazione” (non già specializzazione) dei medici ai fini dell’esercizio dell’attività di medico chirurgo di medicina generale nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Né può essere considerato equipollente ad una specializzazione valida per l’ammissione alla procedura diretta alla assunzione a tempo determinato di dirigenti medici. Le equipollenze sono infatti disciplinate con decreto ministeriale che, nella parte relativa alla verifica ed alla valutazione delle specializzazioni, per la “medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza” prevede soltanto “scuole equipollenti” e , tra queste, quella di “medicina generale”, ma non anche la “formazione specifica in medicina generale”. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Consiglio di Stato – Sez. V, Sent. n. 465 del 28.01.2009

Compenso “quota team”

23.02.2009 not free

CORTE di CASSAZIONE – (legittimo il compenso per “quota team” ai medici di base)

§ – confermata la sentenza d’appello in favore dei medici convenzionati per la medicina generale di base relativa al positivo riconoscimento dei compensi denominati “per quota team”.

La tesi difensiva dell’Asl – che la nuova disciplina del rapporto convenzionale aveva sostituito la previsione delle prestazioni in team con le nuove forme di attività in associazione, per le quali erano stabiliti compensi in misura maggiore in luogo di quelli previsti in precedenza – era già stata disattesa dalla Corte di Brescia sul rilievo che le prestazioni in team per la realizzazione di determinati progetti, rese sulla base della normativa contrattuale previgente, si erano protratte secondo il piano di realizzazione dei progetti approvato dall’Asl e dovevano essere compensate a parte, dovendosi escludere l’assorbimento nel corrispettivo previsto per l’attività svolta nelle forme associative non essendovi omogeneità tra vecchio e nuovo istituto. [Avv. Ennio Grassini – www.dirittosanitario.net]

Rapporto ottimale medico / paziente

20.02.2009 not free

CONSIGLIO di STATO – determinazione rapporto ottimale medico / paziente – diverso rapporto determinato dal provvedimento della Giunta regionale della Calabria che ha approvato l’Accordo integrativo regionale di attuazione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale nel quinquennio 2001-2005

Alla contrattazione nazionale spetta la definizione generale del rapporto ottimale in tutte le regioni, riservando alle singole regioni di determinare caso per caso e successivamente alla negoziazione regionale (cui è demandato fornire il quadro d’insieme dell’assistenza massimalista) la definizione delle singole eccezioni, nella misura massima del 30% di variazione del rapporto di base.

Le regioni non possono dunque rideterminare aprioristicamente il rapporto ottimale medico / assistito in via generale, come ha fatto la delibera della Giunta Regionale della Calabria che lo ha stabilito in un medico ogni 1.200 abitanti residenti, senza alcun quadro d’insieme come prescritto dall’art. 4 dell’Accordo e senza alcuna espressa motivazione che giustifichi l’aumento del rapporto ottimale, dovuta ai sensi del comma 9 dell’art. 33, laddove afferma che “le Regioni possono indicare” e pertanto attribuisce loro una specifica potestà il cui esercizio deve essere vincolato a ben specifici presupposti, dai quali non esula la considerazione del numero dei medici di medicina generale in attesa di convenzione, il cui contrarsi delle possibilità d’impiego ridonda a svantaggio dell’utenza, sia pure costituendo un indubbio risparmio di spesa.

IRAP e MMG

 Tutti gli elementi caratterizzanti il rapporto intercorrente tra il medico convenzionato e il servizio sanitario nazionale escludono di per sé l’esistenza di un’organizzazione autonoma, e non renderebbero necessarie le prove per la verifica dell’esistenza o meno della organizzazione rilevante ai fini dell’assoggettabilità all’IRAP. Il principio di fondo, appare confermare un profilo già tracciato dalla Corte di Cassazione nella sent. n. 25220 del  15.10.2008.  Il medico convenzionato svolge il proprio incarico sotto il potere di sorveglianza delle ASL, deve aprire un ambulatorio nella località che gli viene assegnata, non può superare un certo numero massimo di assistiti, è tenuto ad osservare un orario settimanale di apertura e di esecuzione di visite domiciliari, ha un obbligo di preventiva comunicazione del periodo di ferie e infine gode di un trattamento economico prestabilito. (Avv. Ennio Grassini)

Lettera di Milillo

 Carissimi,
il Consiglio nazionale che si è tenuto a Roma il 7 febbraio u.s. ha concluso i propri lavori approvando all’unanimità (una sola astensione) una mozione finale nella quale, tra l’altro, si definisce il preaccordo “un impegno nei confronti dei MMG, non eludibile e non modificabile, che attraverso un lungo percorso, di cui rappresenta solo l’atto iniziale, dovrà portare ad un effettivo ristoro economico e ad una significativa riorganizzazione della erogazione a livello territoriale dell’assistenza sanitaria alla popolazione”. Il contenuto del preaccordo è stato esaminato in tutti i suoi dettagli ed è emerso con chiarezza, come vi avevo preannunciato nelle precedenti comunicazioni, la bontà del suo impianto, oltre alla necessità del mandato ai Segretari provinciali e regionali di proseguire con gli iscritti il lavoro di spiegazione ed approfondimento dell’articolato, avvalendosi anche degli strumenti divulgativi messi a disposizione dalla Segreteria nazionale.

I lavori del Consiglio nazionale hanno confermato che l’onda emotiva sollevata da chi strumentalmente ha diffuso informazioni sbagliate e interpretazioni distorte, si frange annullando la propria forza quando si legge con attenzione il testo, confrontandolo con quello iniziale proposto dalla SISAC e con il contenuto del documento sottoscritto da tutti i sindacati rappresentativi.

Del resto un certo tipo di reattività da parte dei singoli medici era ampiamente prevedibile, succede ad ogni rinnovo convenzionale e in misura maggiore quando si introduce qualche cambiamento.
Alcuni colleghi più anziani mi hanno ricordato l’irrequietezza del periodo in cui si è passati dalla notula alla quota capitaria, e la riflessione del Macchiavelli che sottolineava come è inevitabile che un cambiamento determini scontento: chi ritiene di godere dei vantaggi teme di perderli e chi non ne gode non ha ancora coscienza di quelli di cui potrà godere.

Non dedico molta attenzione alle rimostranze degli altri sindacati che hanno contestato il preaccordo, se avessi diretto un sindacato minoritario avrei fatto probabilmente la stessa cosa. Finiranno per firmare, hanno già ottenuto quello che per evidenti ragioni volevano: distinguersi dalla FIMMG. Lo hanno fatto ovviamente approfittando del momento iniziale, nel quale un’informazione ancora parziale lasciava spazio alla disinformazione.
Il tempo che passa e la diffusa e capillare consapevolezza dei reali contenuti della pattuizione obbliga a rivedere le posizioni insostenibili e spinge all’affannosa rincorsa adesiva per non essere scavalcati dai propri iscritti.

Mentre procede l’iter burocratico necessario ad arrivare alla definitiva entrata in vigore dell’accordo, saranno organizzati in periferia incontri per riportare direttamente ai colleghi quanto emerso durante il Consiglio nazionale.

Intanto l’Esecutivo sta già lavorando per le trattative del secondo biennio (2008-2009), che dovranno riscrivere completamente la parte normativa dell’ACN, armonizzandola con quanto contenuto nel preaccordo, e consentire l’acquisizione di almeno un altro 3,2% di risorse nel più breve tempo possibile.

Ringrazio tutti gli iscritti, che hanno voluto inviarci attestazioni di sostegno, ma anche quelli che hanno espresso critiche con spirito di confronto costruttivo, siamo in grado di dare risposte documentate e per questo, mi auguro, convincenti.

Cordiali saluti a tutti
Giacomo Milillo

Medici, addio alla carta

Brunetta vara l’e-government: medici, addio alla carta

E’ stato varato ieri dal ministro Brunetta e dal presidente del consiglio Berlusconi “e-gov 2012”, ovvero il piano studiato dal Governo che prevede 80 progetti e oltre 60 intese istituzionali per rendere più “elettronica” la pubblica amministrazione. Tra i settori che si attendono una maggiore innovazione c’è quello della Sanità, che vedrà la nascita e l’ufficializzazione del fascicolo sanitario elettronico e la digitalizzazione dei certificati medici. Riporta la notizia il Corriere della Sera.

«Un piano da 1,4 miliardi di euro – scrive il Corriere – che, entro il 2012, vedrà la scomparsa della carta. Il presidente del Consiglio lancia la rivoluzione digitale che dovrà modernizzare la pubblica amministrazione “e servire anche al rilancio dell’economia del Paese con un taglio di costi della burocrazia pari a 75 miliardi”».

«Il piano “e-gov 2012”  – si legge sul quotidiano milanese – punta all’innovazione, alla diffusione dei servizi di rete e alla trasparenza della pubblica amministrazione attraverso 80 obiettivi che spaziano dalla scuola alla giustizia, dalla salute alle imprese, per un impegno finanziario di legislatura pari a 1,380 miliardi di euro anche se, per ora la disponibilità è di 248 milioni di euro, il resto è ancora da reperire. Ma non sarà difficile visti i forti risparmi che i servizi in rete dovrebbero comportare. “La prescrizione medica elettronica – spiega Brunetta – può portare a una riduzione del 30% delle spese”».

«L’obiettivo – spiega Berlusconi affiancato dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta – è allineare l’Italia alle migliori performance europee per l’uso di tecnologie internet e digitali e contribuire a dare una spinta al superamento della crisi economica. Abbiamo già registrato il crollo dell’assenteismo nella pubblica amministrazione pari a oltre il 40% e l’obiettivo di arrivare ad azzerare le consulenze che attualmente costano 2,5 miliardi».